Luca Fornaciari

Fotografo professionista specializzato in astrofotografia e fotografia notturna. Il suo percorso lavorativo è iniziato negli studi grafici, ma ha coltivato la fotografia fin da ragazzo affiancando la professione di fotografo del padre.
Lavora come fotografo, ma soprattutto come formatore. La sua didattica teorica si divide tra lezioni individuali, aule di gruppo e formazione aziendale su tutta la fotografia. Sul campo il suo lavoro continua, dove pratica e trasmette l’astrofotografia sia in viaggio, sia dal suo osservatorio astronomico privato Carl Sagan, in provincia di Modena.
Organizza viaggi fotografici in tutto il mondo, workshop sotto i migliori cieli stellati italiani e tante attività di divulgazione astronomica per scuole, comuni, associazioni e strutture ricettive. Negli anni ha avuto la fortuna di ottenere diversi riconoscimenti internazionali. Collabora come tester e beta tester per i principali marchi nel settore astronomico, cura rubriche su riviste di settore e collabora con radio e televisione.
Nel 2024 ha pubblicato il suo primo manuale di astrofotografia con il Gruppo Feltrinelli e nel 2026 è stato incluso in Capture The Atlas, che ogni anno premia le migliori 25 immagini di Via Lattea al mondo.

COSA PORTA A VOGHERA FOTOGRAFIA 2026
C’è un momento, tra il tramonto e l’alba, in cui il cielo smette di essere uno sfondo e diventa il soggetto. Queste fotografie nascono tutte lì, in quella finestra di oscurità che la maggior parte delle persone trascorre dormendo.
Quello che vedrete non appartiene a un unico genere fotografico. Ci sono il Sole nel pieno di un’eclisse, la Luna con i suoi crateri, nebulose lontane anni luce, la Via Lattea sopra il deserto, una cometa di passaggio. Ognuna di queste immagini racconta una storia nata da una catena di scelte tecniche e da molte ore di attesa, spesso al freddo. L’astroinseguitore compensa la rotazione terrestre, i filtri separano la luce delle nebulose dal disturbo dell’inquinamento artificiale prodotto dall’uomo, il software somma ore e ore di esposizione in un’unica immagine. Non è tecnica fine a sé stessa, è una visione dello spazio che ci circonda. Le galassie in queste fotografie sono sistemi di miliardi di stelle, a distanze che la mente umana accetta solo come numeri ma che non riesce davvero a figurarsi.
Alcune immagini hanno richiesto mesi di pianificazione, altre notti intere di riprese. Altre sono più dirette. La Luna che sorge dietro un albero, la Via Lattea sull’orizzonte, un’aurora che colora di verde una laguna di iceberg.
Quel che le accomuna non è il soggetto ma il metodo: uscire quando fa freddo, aspettare che il cielo sia dalla tua parte, raccogliere dati per ore per poi capire che le meraviglie più grandi si nascondono in piena vista nel buio della notte.

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