
Subacqueo professionista, può essere considerato uno dei migliori interpreti della fotografia sottomarina, dove, in un ambiente comunque ostile alla vita umana, riesce a usare le sue fotocamere come se fosse in uno studio di posa. La sua storia con la fotografia ha radici lontane, nate quando aveva appena dieci anni. È dal 1984 che conquesto linguaggio visivo ha trovato la sua vera profondità, immergendosi per la prima volta sotto la superficie del mare. Da allora, la fotografia non è mai stata un semplice hobby o un mestiere, bensì una parte viscerale della sua esistenza: una necessità espressiva, un autentico linguaggio per immagini capace di arrivare dove le parole si fermano.
Non si ritrova nella stretta etichetta di “fotografo subacqueo”. È una definizione che sente riduttiva, perchè Francesco si considera, nell’anima, un cantore del mare: divulgatore di istanti effimeri, custode di frammenti di vita vissuta nel blu.
Per Francesco dal mare dipende, in modo assoluto, il futuro stesso dell’umanità, e la fotografia – supportata da testi e dalle sue magnifiche illustrazioni naturalistiche – vuole essere una chiave per aprire le porte delle anime più sensibili.
Sebbene abbia viaggiato in tutto il mondo, il Mar Mediterraneo e la sua straordinaria vita pulsante rimangono il luogo che lo ha catturato e coinvolto più di ogni altro. Ed è proprio a questo bacino di meraviglia e storia che oggi, con rinnovata maturità, dedica la sua attenzione più profonda.
Ha pubblicato libri, firmato articoli, curato mostre fotografiche e dato vita a infiniti progetti, sempre con l’obiettivo di diffondere la conoscenza della natura marina.
COSA PORTA A VOGHERA FOTOGRAFIA 2026
Siamo soliti pensare agli ambienti sommersi come luoghi generalmente bui, con atmosfere ovattate e pochi colori, con blu e verdi dominanti. Il mare invece vibra di note cromatiche, praticamente infinite. Un mondo nascosto, dove la luce carezza appena la vita e l’acqua nasconde col suo mantello avvolgente una straordinaria bellezza. Invisibile senza un faro che illumini il buio perenne del fondo marino. Muoversi sott’acqua è, essenzialmente, ricerca dell’ignoto, in un ambiente tecnicamente ostile alla vita umana, alla scoperta di ambienti naturali immutati da milioni di anni; una preistoria ancor oggi disponibile, anche se aggiornata alle violenze umane, volontarie o accidentali, del nostro tempo.
Per studiare il mare e apprezzarne la vita è necessario imparare a osservarlo: sopra, sotto, dentro, ovunque. La fotografia sott’acqua diventa quindi una forma di linguaggio per rappresentare alcuni aspetti di un mondo alieno e sconosciuto, ma diventa anche studio applicato ai colori della vita sommersa, strabilianti e infiniti, particolarmente intensi, saturi, folgoranti. Un’immensa distesa blu nasconde alla nostra vista, come uno sconfinato tappeto, tutto ciò che c’è sotto. Risultato: tre quarti del pianeta sono a noi sconosciuti.
E io, pur avendo superato le cinquemila immersioni, ma non mi sono mai abituato alla bellezza del mare: ogni volta è una nuova e accattivante scoperta!

