Erminio Annunzi

Grazie ad una attività di oltre trenta anni nella fotografia, Erminio Annunzi, ha maturato una complessa ed articolata esperienza sulla fotografia di ripresa e di stampa: gli studi di fotografia, svolti presso la FotoTecknichum Schule di Agfa Gevaert a Monaco di Baviera, gli hanno permesso di acquisire una profonda conoscenza tecnico/artistica nel campo delle arti e della fotografia. In seguito ha iniziato importanti collaborazioni con agenzie fotogiornalistiche quali Daily for Press e AP, occupandosi di fotografia sportiva, di cronaca e natura: grazie a queste collaborazioni, ha pubblicato immagini su riviste di natura e su quotidiani nazionali.
È stato collaboratore presso AGFA GEVAERT, ricoprendo anche il ruolo di direttore responsabile della galleria fotografica omonima. Da alcuni anni ha spostato la sua attenzione verso il paesaggio di natura declinando la visione dei luoghi in chiave artistica interpretativa, con una particolare attenzione agli Alberi.
Oltre all’attività di ripresa fotografica, da molti anni si è dedicato anche all’insegnamento della fotografia. Tra le sue collaborazioni annotiamo Toscana Photographic Workshop, Scuola di Contrasto, Spazio Forma, NABA, Eyes Open, Canon Academy e Istituto Italiano di Fotografia. All’attivo del percorso artistico, annoveriamo anche importanti mostre di fotografia realizzate in Italia ed all’estero: Arles (Collettiva), il mois de la photographie a Grenoble e il Festival della fotografia Europea di Busto Arsizio.

COSA PORTA A VOGHERA FOTOGRAFIA 2026
C’è un qualcosa di metafisico nell’albero, esso, è in continua e costante comunicazione con i due mondi: quello sotterraneo il cui aspetto lo possiamo solo immaginare, in cui
le radici si ancorano solide al terreno per comunicare stabilità e resilienza e il cielo, sospeso tra terra ed universo, simbolo in molte culture, del metafisico per eccellenza,
dove si trova la sede delle anime e dei Dei.
Con la sua forma quindi, l’Albero si pone in connessione tra il cielo e la terra, e con la sua forza, tiene legati insieme questi due mondi, permettendo che la vita abbia terreno solido e pensiero libero; basta che solo una di queste due forze venga a mancare, che l’equilibrio su cui si fonda la vita, si dissolva generando caos.
La sostanza di questo lavoro, Erminio Annunzi l’ha trovata nel mettere in connessione visiva chiome e radici, queste ultime divelte e messe a nudo, che appaiono come scheletri sbiancati dal sole e dal tempo, segno di una morte ingiusta e dolorosa. Le radici dell’Albero, come per l’anima degli uomini, se vengono ferite, possono morire dolorosamente anche se l’Albero esteriormente, non mostra alcuna lacerazione o sofferenza. Come l’Albero, si muore dentro.

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